IL MATRIMONIO GAY? SMANTELLARE LA FAMIGLIA E’ IL MENO

IL MATRIMONIO GAY? SMANTELLARE LA FAMIGLIA E’ IL MENO

POI TOCCHERA’ ALLO STATO

di Adriana Zanese Inserra

0106g43a VALENTINO E VALENTINA

Le cronache dal Parlamento (questa scenografia residuale della democrazia) ci raccontano ogni giorno il tentativo progressivo e riuscito (da parte degli Oligarchi, chiunque essi siano) di smantellare l’ordinamento democratico e gli Stati nazionali. Da tempo, un passo dopo l’altro, in episodi apparentemente isolati, si lavora per minare le istituzioni-architrave dello Stato: la sovranità nazionale (tramite la sottrazione della moneta), la giustizia con la promulgazione di leggi che garantiscono nella sostanza l’impunità indebolendo di riflesso la sicurezza sociale (anche tramite l’accoglienza migratoria indiscriminata); si minano la privacy, le tutele del lavoro, il diritto alla salute, al malfare, all’istruzione; a titolo di compensazione si parla di legalizzare le droghe, certo per accrescere il senso di irrealtà in cui viviamo, cosa sempre utile ai governi. Bisogna mettere, come ho detto, i fatti, apparentemente indipendenti l’uno dall’altro, insieme per accorgersi di come essi combacino, tasselli di un mosaico, di un disegno sopraordinato. Tutto questo riaggiustamento ingegneristico della società (deciso altrove e da cui un giorno trarre il vero Ordine) lo chiamano “diritti”. L’inganno riesce grazie alla denominazione impeccabile, inconfutabile, diritti, parola magica con la quale da oltre un secolo si attira la gente mettendole addosso camicie di forza colorate (il popolo arancione, il popolo arcobaleno…).

La gente abituata da sempre, oggi più che mai, a sopravvivere dei propri bisogni e desideri, delle illusioni tessute per loro, come veli di maya, dall’antico-moderno potere degli stregoni, che oggi su twitter e dai cellulari parlano il linguaggio ventriloquo delle disposizioni urgenti stabilite in alto, assai più in alto di quanto esso, il popolo credulone riesca ad immaginare. Ultimamente, la frenesia di definire, determinare per legge quello che una volta era il sentimento più libero, più emozionante e più autentico: l’amore per una persona dello stesso sesso. Vogliono legalizzarlo, cioè ridurlo a un negozio giuridico, senza nemmeno il coraggio di chiamarlo matrimonio. Lo Stato etico si arroga dunque la giurisdizione della relazione irregolare per eccellenza, libertaria, ispiratrice della grande arte. Leonardo da Vinci, Beethoven, Tciaikovsky, Proust, Laurence Durrell, Costantino Kavafis, Saffo, mai avrebbero raggiunto le altezze espressive che solo un amore proibito, impossibile può ispirare. Una relazione, l’omofila, che nulla ha a che vedere con le istituzioni patriarcali, borghesi (nell’accezione brechtiana) del matrimonio e della famiglia, inventate per saldare insieme la comunità e poi lo Stato, soprattutto per conservare e tramandare la proprietà privata. Ora quelle anime irregolari che hanno fatto grande la letteratura, trasformate in animelle biedermeier, si sono arrese alla normalità, di più, alla regolamentazione e programmazione centralizzata in stile Huxley (Il mondo nuovo, dove lo Stato-laboratorio decide come devono procreare le coppie di gender composito, il sesso dei bambini e il loro orientamento sessuale futuro). Quelle anime un tempo orgogliose della propria diversità, bandiera di critica sociale, si sono lasciate irretire dalla lusinga dei diritti (che un volontario atto notarile ha sempre potuto garantire), senza sospettare che si tratta solo della corda loro elargita per impiccarsi. Dimenticando il vecchio fondatissimo detto popolare, il matrimonio è la tomba dell’amore. Ecco di fatti: l’obbligo di fedeltà, il sostegno reciproco, il dover mantenere i figli. Insomma l’amore e la convivenza per contratto, e se va male, l’incastro di doversi poi passare, con odio, gli alimenti, dopo il divorzio. E’ proprio vero che la gente ormai non cerca altro che di essere obbligata per legge a fare qualunque cosa, pur di non scegliere liberamente il proprio destino.

Vediamo la Chiesa. La sua posizione attualmente contraria non garantisce che lo sarà per sempre. (Il relativismo culturale sembra il segno di questo pontificato). Non c’è da aspettarsi che il Vaticano esprima compiutamente le proprie ragioni (l’Opus Dei potrebbe farlo) ipotizzando ad esempio che equiparare la famiglia omosessuale a quella tradizionale, cristiana, biblica, costituzionale equivale ad assimilarle, cioè a dissolverle l’una nell’altra, senza più distinguerle; ergo, a cancellare nel tempo la famiglia uomo-donna, la differenza fra i generi, e con essa, l’idea stessa di società e di Stato democratico, con le sue peculiarità e diversità (dove c’è diversità e specificità c’è dialettica e dunque libertà) in favore di una omologazione tecno-biologica-razziale e psicologica ingegnerizzata (le basi di qualunque stato totalitario).

Quanto ai figli, quei pediatri chiamati a intervenire militarmente sui massmedia, per formare l’opinione pubblica, cioè per influenzarla dichiarando con sicurezza che la psicologia di un bambino cresciuto con due madri o con due padri è la stessa degli altri bambini, hanno dimenticato quelli che Freud chiamava i modelli primari, ovvero le figure dei genitori, fondamentali nella costruzione affettiva della psiche infantile, e determinanti per l’orientamento sentimentale e sessuale del bambino, in generale per la sua vita di relazione da adulto. E’ fin troppo evidente il senso –anche storico (o di fine della storia)- di quello che si prepara, sotto il titolo di modernità: niente più famiglia, niente più Stato (che di fatto si sta sempre più ritirando cedendo il posto al privato, una contraddizione solo apparente nel Progetto di capitalismo socialista neo-sovietico), una nuova etica universalistica di indirizzo gnostico-messianico, che sostituirà il Cristianesimo. Con questo termine non deve intendersi solo la religione, ma il complesso della civiltà occidentale, con le sue importanti istituzioni giuridiche (la Chiesa è politicamente e amministrativamente l’erede dell’Impero Romano) liberali e democratiche, fondate sull’individuo. In questa nuova forma, il Superstato laico (anche la laicità è una religione e un dogma, che di fatto nega le altre religioni) non ha bisogno di individui, ma di movimenti di opinione che, grazie alla grancassa dell’Informazione militarizzata, coagulino consenso (i social network sono il loro cavallo di Troia) e si facciano megafono delle riforme necessarie ad esso (il Superstato) per insediarsi senza violenza, ovvero con la violenza chirurgica della moral suasion nell’ora dell’indottrinamento, che dura tutto il giorno, e che vede sempre più individui (solo nominali, privi d’identità) farsi proni e pronti ai diktat della necessità, della modernità e dei diritti umani.

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About Adriana Zanese

ADRIANA ZANESE Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Esperta di letteratura anglo americana. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (2017); Adriana Zanese Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (20Letteraturarialista, intellettuale dissidente, leader del movimento letterario L'ALTRA LETTERATURA SCRITTORI INDIPENDENTI. Inventrice della Rassegna letteraria del selfpublishing sul web, L'Altra Letteratura , che si tiene ogni anno a Roma in sedi istituzionali.
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