LA MENZOGNA UMANITARIA

L’INVASIONE PIANIFICATA DELL’EUROPA

E LA MENZOGNA DELL’UMANITARISMO

di Adriana Zanese

Immigrazione

IL PIANO DEL SUPERSTATO:

LA SVOLTA DELLA II GUERRA MONDIALE

Se la democrazia fu (ed è) la più grande menzogna del XX secolo, l’umanitarismo lo è del XXI.

Vi raccontano quotidianamente, 24 ore al giorno a martello, di conflitti tribali e religiosi in Africa, vi mostrano gli eccidi compiuti da Al Qaeda e dall’Isis nel medio e nel vicino Oriente (Isis, come la dea dell’antico Egitto venerata nelle logge massoniche). Vi narrano di milioni di profughi in fuga da quelle terre irreversibilmente tormentate dalla miseria e dalle bombe, intere popolazioni, che simili a topi in una fogna allagata, o in una stamberga che brucia, si rovesciano fuori in cerca di salvezza. Dove non ne uccide abbastanza la carestia, le epidemie o i kamikaze, intervengono i droni Usa a compiere l’opera, e il mar Mediterraneo poi appone un sigillo alla distrazione del dio che tutto questo consente.

Gli Africani sono un miliardo e mezzo, in aumento esponenziale, una valanga demografica che viene lasciata rotolare. I mediorientali circa 400 milioni e statisticamente giovani. Quello che non vi diranno mai è che queste guerre, come le pestilenze decimatrici, come la fame endemica, non sono una maledizione biblica o dello stokòs (dove colgo colgo) sono avvenimenti pianificati con lungimiranza di oltre mezzo secolo da strateghi maltusiani e hobbesiani della geopolitica, da ingegneri sociali globali. Nel mondo mai niente avviene per caso e gli eventi che scandiscono le fasi della storia vengono fatti accadere, sopra le teste confuse dei popoli, i quali ignari li subiscono. Il denaro può tutto, è il detto popolare, ed il capitalismo, ormai finanziario, senza confini, non è solo un mezzo di potere, è il potere. Il potere non è mai autotelico (fine a se stesso) ma è sempre servito a plasmare la realtà, quasi divinamente. Ed ecco infatti quello che è stato programmato, dalle elite, sin dalla fine della II guerra mondiale: gli Stati Uniti d’America e d’Europa, di più, il Governo Unico del Mondo, passando per l’abbattimento della Russia sovietica prima (1989) e poi della Russia di Putin. Quanto alla Cina, si vedrà. (Ne avrete già letto altrove, ma giova ripeterlo per chiarire il tema). Il quale Governo Unico –scriveva Erich Fromm negli anni 60 (“La rivoluzione della speranza”) non potrà essere un governo democratico, giacché, quanto più uno stato è grande e popoloso, tanto più esso esigerà sistemi di controllo sociale capillare, tanto minori saranno i margini di libertà individuale e collettiva che si potranno concedere (ne dà già un saggio la Ue).

Il primo passo verso questo Superstato planetario doveva essere, ed è stato (sulle ceneri della Società delle Nazioni) l’istituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, Onu; il secondo, un antico sogno dell’Illuminismo (figlio della Massoneria ordinovista) l’Unione degli Stati Europei.

KANT AVEVA PREVISTO IL FLOP DELL’EUROPA

Vale la pena ricordare fino a che punto i costruttori dell’Europa (in buona o mala fede) abbiano forzato e distorto l’idea kantiana di una federazione europea. Kant (“Gli scritti per la pace”) poneva due condizioni per una vera Unione Europea, fondata su principi liberali: 1) che nessuno stato fosse politicamente superiore all’altro, ovvero che non esercitasse tale predominio sugli altri stati. 2) che in ciascuno stato regnasse la pace sociale. Solamente al verificarsi di questi due presupposti la federazione europea si sarebbe potuta realizzare. Quel che vediamo oggi è, non solo un’egemonia del nord Europa sul sud Europa, ma si dovrebbe parlare di guerra economica (le guerre lo sono sempre state) combattuta nei mercati finanziari, nel modo in cui, al tempo di Kant, si combatteva con gli eserciti sui campi di battaglia, spesso italiani. Il filosofo tedesco, del resto, pur auspicando per la pace, un’Europa Unita, esprimeva il proprio scetticismo circa l’eventualità che Prussia (Germania), Francia e Inghilterra rinunciassero alla propria volontà imperialistica sugli altri stati più deboli.

Oggi assistiamo allo spettacolo indecente di un gruppo ristretto di Paesi, tra cui l’Italia, il quale minaccia, insulta, ricatta ed estorce la Grecia, rea di difendersi dai diktat usurai della ex troika, ovvero gli immutabili organismi privatistico-finanziari, Ce, Fmi, Bce, che la spingono sempre più verso il suicidio. Manca inoltre, per tornare a Kant, il secondo requisito indispensabile alla federazione europea, la pace sociale. L’euro, strumento artificioso e leva della costituzione della Ue (in prospettiva della sua implosione) ha prodotto sconquassi economici nei paesi del sud Europa, perdita di democrazia, con conseguente grave disagio sociale, destinato a montare sempre più in rivolte popolari violente (la fase presente, segnata dal quantitative easing pro banche, è soltanto una tregua, prevista). In questo quadro, ecco l’immigrazione, la tragica invasione dell’Europa, per ora dell’Italia, da parte dei popoli a sud del Mediterraneo. Se aprite il telegiornale, vi capita, dopo la ennesima strage di migranti (il termine non è casuale, ma inteso a colpevolizzare gli Italiani, il significato subliminale, psico-correttivo, di strage è li avete ammazzati voi, dunque dovete prenderveli in casa, come da circolare dei prefetti); vi capiterà dunque di sentire autorevoli personalità dello Stato dichiarare timidamente e vagamente che l’Europa dovrebbe farsi carico, con gli organismi internazionali, di creare le condizioni nei Paesi di origine, affinché quei disperati non siano costretti a fuggire e ad imbarcarsi rischiosamente nel Mediterraneo, etc. etc.

Di fatti, sarebbe la soluzione più ovvia, la più umanitaria, aiutarli nei loro Paesi, senza costringerli a sradicarsi dalle loro culture e storie. La domanda allora è, perché non lo fanno? Perché in 20 anni e più (a datare dall’inizio dell’esodo africano e medioasiatico) l’Onu (controllata dalle multinazionali) voluta e fondata, sembra, da banchieri quali i Rothschild e i Rockefeller) non ha mai lanciato un piano Marshall per una ricostruzione economica dei paesi ex coloniali, impoveriti dallo sfruttamento spietato di secoli? Come mai queste regioni ricche di risorse naturali non riescono mai a risollevarsi? La risposta è, perché il colonialismo non ha mai avuto fine, si è soltanto trasformato.

IL COLONIALISMO NON E’ MAI FINITO, IERI IN NOME DELLA NAZIONE, OGGI IN NOME DELL’ UMANITARISMO

Se nel XVIII e XIX secolo erano le famiglie reali a dirigere lo sfruttamento, col concorso dei grandi banchieri, nel XX secolo si è aggiunta quella che l’aristocrazia dinastica chiama gentry, l’alta borghesia industriale, ovvero i gruppi societari internazionali. Per i dettagli circa lo sfruttamento scientificamente e cinicamente programmato dei Paesi in via di sviluppo, si legga il saggio autobiografico “Confessioni di un sicario dell’economia”, nel quale l’autore, John Perkins, ex agente della Nsa, illustra come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale, coadiuvati dalla Nsa (National Security Agency) americana e dalla Cia, operino, almeno sin dagli anni 60, per innescare artatamente le condizioni affinché i paesi poveri del mondo siano costretti ad accettare aiuti umanitari finanziari attuati tramite l’esecuzione di opere pubbliche infrastrutturali da parte di multinazionali perlopiù americane, con costi maggiorati e mega-tangenti ai compiacenti governanti locali, in un circolo perverso di indebitamento senza fine. Scrive Perkins “i sicari dell’economia (Sde) sono un’elite di professionisti che hanno il compito di orientare la modernizzazione dei paesi in via di sviluppo verso un continuo processo d’indebitamento e di asservimento agli interessi delle multinazionali e dei governanti potenti del mondo. …Questi Sde non figurano al soldo del governo (Usa), ricevono lo stipendio da aziende private; perciò il lavoro sporco, se mai emerga, viene attribuito all’avidità delle imprese, anziché alla politica di governo.”

Non basta, se leggete “Libra”, di Dom Delillo, sul complotto ordito e perpetrato dalla Cia per assassinare JF Kennedy, apprenderete come gli agenti della celebre agenzia siano sovente implicati negli affari più illegali e lucrosi (droga, armi) legati al fallimento economico ed al rovesciamento di regimi non collaborativi, con induzione di guerre, nelle latitudini più depresse del mondo. In proposito va segnalato che esistono eserciti mercenari, gestiti da compagnie private; la più importante avente base in Virginia, presso Langley, sede della Cia, guarda caso. E’ sotto gli occhi (purtroppo bendati) di tutti che le guerre civili e non, esplose negli ultimi 20 anni in Medioriente e in Africa non hanno cause solamente endogene, ma vengono istigate dall’azione pelosa (se non criminale) di agenzie note per conto di altre agenzie occulte (le chiamano Ur-Lodge, potenti logge massoniche internazionali sovraordinate alla politica ed ai governi), le quali manovrano, con mezzi straordinari e fiumi di denaro (anche sporco) per mantenere in fibrillazione quelle aree strategiche, ricche di petrolio, conseguendo nel contempo un doppio obiettivo: spargere terrore nel mondo occidentale (il martellamento dei tg, ridondanti di particolari cruenti sui massacri dei fondamentalisti) e predisporci –con lo spauracchio del terrorismo- ad accettare misure vieppiù restrittive della nostra libertà (così come accettiamo già che frughino nei nostri conti correnti, col pretesto della lotta all’evasione fiscale, che non tocca mai i ricchi).

TERRORISMO ISLAMICO? COME DA COPIONE

GUERRE? BISOGNA FARLI SCAPPARE

Tesi documentate affermano che Osama Bin Laden e il Califfato di Bagdad siano stati inventati come in un copione. Il nome Isis (Iside) evoca fin troppo chiaramente l’origine frammassonica di questa formazione: chi non vuole intendere non intenda.

La stessa immigrazione di massa è un ordigno ad orologeria pilotato per destabilizzare l’Europa. Lo sfruttamento economico non è tutto. Il disegno è più ampio, è una vera strategia geopolitica di guerra globale occulta. Bisognava, e bisogna, demolire dittatori recalcitranti (Saddam in Iraq, Gheddafi in Libia) fare e disfare regimi-fantoccio (Egitto, Tunisia, Iraq, Afganistan, Siria) scatenare continui conflitti a macchia d’olio, capaci di espellere milioni di profughi dall’Africa e dal Medioriente, costringendoli a riversarsi in Europa. Bisognava creare in Europa condizioni d’indebolimento e di soggezione economica e politica. In che modo? privandoci della nostra sovranità monetaria, cioè della sovranità tout court: togli a una nazione, a un popolo il potere di stampare moneta e lo ridurrai in tuo potere, avrà bisogno di elemosinare dai banchieri i soldi in prestito a interesse, per far fronte alle sue spese; sarà in breve indebitato fino al collo, terrorizzato dallo spread. Ecco difatti il pull di banche privatistiche chiamate Bce comandarci a bacchetta.

In questa Europa ingannata da una democrazia solo nominale, depressa, (gli Europei in via di estinzione) nella quale le politiche immigratorie vengono, suicidalmente, anteposte a quelle per la famiglia autoctona (non politicamente corrette); i cittadini tartassati feudalmente, il lavoro sempre più svalutato, i lavoratori concepiti come schiavi (queste le riforme che ci chiedono da Bruxelles, insieme a quelle costituzionali orientate ad esautorare il Parlamento, la democrazia) in questa Europa la prospettiva a medio-lungo termine è, fatalmente, il ricambio degli Europei con gli Africani e i Medioasitici, più inclini a lasciarsi guidare, per non dire a sottomettersi (la storia del colonialismo lo certifica). E’ tutto ben studiato sin dagli anni 60/70 da istituti di ricerca economica e psico-sociale di massa. La questione delle quote di ripartizione su cui si discute oggi è accademica. Quel che conta è farli entrare e spargerli in tutta l’Europa. (Schengen è nato allo scopo).

 LA MENZOGNA UMANITARIA

Viene ora il punto tematico: bisognava far digerire agli Europei tutto questo sommovimento epocale (l’invasione e il loro rimpiazzo graduale). Ecco l’escamotage del secolo: l’Umanitarimo, sorretto dalla nuova caccia alle streghe, il Razzismo, le colonne Jachin e Boaz della Globalizzazione salvifica (cioè massonica). Sul versante opposto il Male: la nazione, l’identità culturale-storica, l’orgoglio della civiltà occidentale. Occorreva una propaganda irresistibile, che facesse leva sull’emotività, sui buoni sentimenti, sulla credulità della gente, una grancassa suonata su scala planetaria. Occorrevano quattrini per lavare il cervello a 500 milioni di europei, come aveva ben insegnato il primo correttore mentale di massa Walter Lippman nell’America degli anni ’20 (L’opinione pubblica). Ecco allora le multinazionali di Perkins e le grandi banche, proprietarie di tutti i mezzi di comunicazione e finanziatrici di (quasi) tutti i partiti politici (certo quelli internazionalisti) lanciare la campagna della Fratellanza Universale (anche in Orwell si chiama Fratellanza), sguinzagliare milioni di istituzioni culturali progressiste, organizzazioni non governative, economisti, sociologi, giornalisti, opinion-makers, scrittori, artisti di regime libertari, icone popolari ed altri professionisti prezzolati, per diffondere il verbo del multiculturalismo, della diversità etnica come ricchezza e panacea, senza cogliere la contraddizione che, se omologata in un unico melting pot, la diversità non è più tale e le culture ibridate o si cancellano o vince tra esse la più forte, la più numerosa, senza scampo. Vane ciance:

quel che conta è che essi devono venire qui, disperati e segregati come bestie, nei centri di accoglienza e di smistamento, costi quel che costi. Mentre noi, i grandi apparati industriali, i fabbricanti di armi, americani ed europei, continueremo ad arricchirci cacciandoveli con le nostre bombe democratiche e umanitarie, da lì, dall’Africa e dal vicino-medio oriente, a qui in Europa (e chi non li accoglie in casa propria è un razzista) perché abbiamo bisogno di nuovi schiavi che non rompano le scatole, come voi coi vostri sindacati.

IL TRAMONTO DELL’EUROPA E IL NUOVO ORDINE MONDIALE

Bisognava insomma rendere l’Europa terra franca, una mera espressione geografica (come l’Italia nella restaurazione post-napoleonica dell’occupante austriaco, già capo-Europa, Metternich): priva di sovranità economica e politica, strumentalmente contrapposta tra nord e sud, relativizzata nella sua storia, nella sua cultura via via trasdotte, diluite in quella islamica e cinese: un continente con una popolazione dal volto compositamente indistinto di bassi lavoratori, individui senza più identità culturale e perciò più facilmente condizionabili, controllabili, perché chi non ha più passato è indifferente, non ha più niente da difendere, non un’idea del mondo, eccetto quella che il Sistema gli propina in un eterno presente: l’ideologia e la religione del Consumo, quella che Russel e Marcuse profeticamente chiamavano reificazione, riduzione dell’uomo a cosa. Questo il popolo barbaro globale che stanno plasmando.

Un’Europa infine mai politica o post politica, diretta da un consorzio di banche, nella prospettiva del colpo di mano decisivo, né vicino né troppo lontano: l’instaurazione del Superstato Unico Mondiale neo-Feudale, un Direttorio di Oligarchi (banchieri ed altre elite) non più così umanitari, perché non ce ne sarà più bisogno.

Aprile 2015

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About Adriana Zanese

ADRIANA ZANESE Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Esperta di letteratura anglo americana. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (2017); Adriana Zanese Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (20Letteraturarialista, intellettuale dissidente, leader del movimento letterario L'ALTRA LETTERATURA SCRITTORI INDIPENDENTI. Inventrice della Rassegna letteraria del selfpublishing sul web, L'Altra Letteratura , che si tiene ogni anno a Roma in sedi istituzionali.
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