VENEZIA 68: O IL TRAMONTO DELL’OCCIDENTE

VENEZIA 68 : VINCE IL LEONE FAUST DI SOKUROV, Premio della Giuria a Terraferma di Crialese

Faust di Aleksander Sokurov: una scena del film

 

 “Due film che con opposti significati rappresentano il tramonto delll’Occidente”

di Adriana Zanese

Del Faust di Sokurov, che completerebbe una tetralogia sul potere dedicata a Lenin, Hitler e Hirohito, si potrebbe dire che ha poco a che fare con l’opera di Goethe, oppure e senza sbagliare, che le è fedele nello spirito: ponderoso, fitto di dialoghi più scritti che correnti, un cinema di parole letterarie e concetti ultimativi (come altri russi e qualche tedesco e francese ci avevano abituati a vederne anni fa, e come non se ne fanno più). Un film teatrale nell’impianto, dunque un ossimoro, ma anche (o perciò) fecondo di immagini, di suggestioni dal cinema espressionista. Impensabile nel panorama produttivo italiano, non perché non ci siano menti capaci di ambizioni preziose, ma perché il cinema italiano è quello che è (o è diventato) conformista, privo di respiro, di un orizzonte storico, come la nostra cultura. E l’intellettuale, l’artista colto che si presentasse a un broadcaster (i finanziatori e distributori del nostro cinema) con un progetto di Faust sarebbe giudicato un bislacco presuntuoso e antipopolare. Il Faust è una fiaba gotica, una sorta di allegoria della tensione prometeica, delle passioni e dell’inanità degli sforzi umani, specchio delle pulsioni romantiche del tempo di Goethe e di quella contrapposizione fra apollineo e dionisiaco di cui il vate di Weimar e Schiller furono i tedofori; contrapposizione che ha improntato tutta l’arte e il pensiero dell’otto-novecento con vari nomi e sfumature. Questo è l’Occidente, questa polarità creatrice e l’impossibilità felice di risolverla. Il Faust di Sokurov oggi non poteva che privilegiare il lato romantico depravato per rappresentare una problematicità, quella dell’intellettuale occidentale, altrimenti incomprensibile ai fruitori di un mezzo di comunicazione di massa qual è il cinema. Problematicità è ispirazione e resistenza orgogliosa al caos, alle forze oscure del destino attraverso una ricerca spirituale infinita dell’infinito, cioè di superare gli umani limiti a costo della vita, della perdizione luciferina dell’anima (non ci sarebbe stata la grande arte gotica rinascimentale barocca, fino a Wagner, senza tale ispirazione). L’Occidente (l’Europa) ha smarrito questo impeto idealistico, perciò è al tramonto (occidente, “che tramonta”). Cedevole, infiacchito (autoconsunto dalla propria libidine materialista) sta cercando di trascinare nel suo declino, occidentalizzandole, altre civiltà che avrebbero diritto ad essere lasciate in pace (o in guerra) non violate nella loro integrità e sovranità, col pretesto di una “ingerenza democratica”, che è solo il nuovo volto di un vecchio imperialismo ormai privo di qualsiasi gloria e nobiltà, teso com’è al profitto più rapace e volgare. Sull’altro emisfero Terraferma di Crialese. E’ curioso che un film si regga su un assunto erroneo e infondato : cioè che sia reato portar soccorso a un clandestino in mare. Un’intera popolazione, quella di Lampedusa è lì a dimostrare il contrario, a cominciare dalla guardia costiera che da mesi, anni va in cerca delle carrette al largo dei disperati per trarli in salvo. Una favola global ci sembra questo film (ben girato) che mette in scena una famiglia di pescatori in un ineluttabile clima verghiano, filtrato dal cinema neorealista. In Italia c’è forse bisogno di appeasement, di sentirsi buoni, di lavarsi la coscienza delle molte pecche delle istituzioni. Ecco allora la parabola del vecchio padron ‘Ntoni (Ernesto) che su un’isola innominata, adombrante Lampedusa, si consacra al salvataggio dei clandestini, tra cui una giovane con la sua nascitura, fino a rovinarsi con la sua famiglia. Non che non si debbano fare film sulla disperazione di popoli vittime dei loro governanti corrotti e inetti, e di riflesso delle èlites finanzpolitiche occidentali, ma avrebbe più senso e costrutto partire da un’analisi realistica almeno degli attori in campo. I lampedusani disponibilissimi per anni ad accogliere i diseredati (profughi economici più che di guerra e dunque giuridicamente  privi del diritto al soggiorno) sono stati ringraziati con la messa a ferro e fuoco della loro isola (proprio in concomitanza col festival che ci occupa) al grido di “democrazia, libertà”. A dimostrare che le parole d’ordine della politica possono venire usate per legittimare abusi e senza scandalo. Anche quest’acquiescenza semplificante, quest’opacità intellettuale in nome di un “altruismo” che non fa il bene di nessuno, nemmeno dei poveri clandestini, non tutti “buon selvaggio” (come li dipinge il film) anche questo tendere la mano senza dare sostanzialmente nulla, cioè un futuro onorevole, la dignità di avere un lavoro nelle loro terre, mantenendo la loro storia e cultura, di cui li si vorrebbe invece privare per un tozzo di pane (questa la political correcteness della Ue) anche questo è tramonto dell’Occidente e, in prospettiva, dell’Oriente.         

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About Adriana Zanese

ADRIANA ZANESE Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Esperta di letteratura anglo americana. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (2017); Adriana Zanese Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (20Letteraturarialista, intellettuale dissidente, leader del movimento letterario L'ALTRA LETTERATURA SCRITTORI INDIPENDENTI. Inventrice della Rassegna letteraria del selfpublishing sul web, L'Altra Letteratura , che si tiene ogni anno a Roma in sedi istituzionali.
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