LA CAMERA VOTA LE QUOTE ROSA, MA LE FEMMINISTE LE IGNORANO

 

    “ Fischiano le esponenti politiche di destra e di sinistra intervenute a Siena, da Rosy Bindi a Giulia Buongiorno, le femministe di Se-non-ora-quando, e chiedono <<la metà di tutto>> ”

 di Adriana Zanese

Prima delle ferie sono accadute due cose:la Cameraha approvato definitivamente le quote rosa nei cda delle società quotate in borsa e nelle partecipate pubbliche, e il movimento femminista Se-non-ora-quando si è riunito a Siena dopo il grande raduno del 13 febbraio a Milano. Mettere insieme questi due fatti significa prendere atto dello iato sempre più vistoso fra politica e società e di come in questa cresca la disistima e la sfiducia per quella. Non che il Parlamento, già esautorato dai troppi decreti e fiducie del governo Berlusconi, sia diventato uno strumento obsoleto, ma è difficile non percepirne la macchinosità procedurale, l’anacronistico alone di rituale in una realtà, ormai ciecamente economica, che marcia alla velocità di 10-20 millesimi di secondo, quelli dei bit sufficienti ai gangspeculatori per mandare a catafascio uno Stato o un continente, e dove questioni gravi, irresponsabilmente trascinate per decenni da opposti governi (debito pubblico in primis) sono diventate emergenza per le classi più disagiate, tra esse le donne. In questo clima varare un provvedimento che fissa quote di presenza femminile nei cda delle spa e delle società para-pubbliche può suonare elitario, quasi quanto la celebre frase (pur fraintesa) <<Il popolo non ha pane ? Date loro delle brioche>> Ma è un passo avanti, rivendicano le parlamentari che lo hanno voluto e votato bipartisan, un segnale, specie alla politica, che esso possa produrre un effetto a catena e promuovere l’affermazione femminile in ogni settore di attività e grado. Veniamo ai dati che hanno ispirato e resa opportuna questa legge (transitoria, che prescrive dal 20 al 33% di presenze femminili nei cda nell’arco di 3 anni, ma dal 2012). Una relazione della Commissione Eu, marzo 2011, rilevava che nonostante il crescente numero di donne qualificate nel mercato del lavoro e nei processi decisionali della società, esse sono tuttora minoritarie in posti di responsabilità nelle imprese e nella politica. Le percentuali dei posti direttivi sono comunque più alte nel nordEuropa che nei Paesi del centrosud. L’Italia è 29^ su 33 nazioni censite, per numero di amministratrici di società quotate in borsa, e ne conta solo il 4% in una media europea dell’11%.  La relazione della proposta di legge (Pdl) evidenzia come essa corrisponda non solo ad esigenze di tutela dei diritti delle donne, ma anche a quella di modernizzare e rafforzare il tessuto economico e professionale del Paese, allineandolo allo standard europeo, nonché di promuoverne la mobilità sociale. Si tratta di disincrostare una condizione storica e culturale, di più, di concorrere all’eliminazione di meccanismi familistici o di cooptazione, e di orientare la selezione verso criteri meritoriali. Se il dibattito in aula ha visto unanimi dichiarazioni femminili, non sono mancate voci in dissenso, perlopiù maschili Pdl. La legge sarebbe “protettiva” con citazione da V. Woolf <<Quando la femminilità cesserà di essere un’occupazione protetta, forse il mondo correrà più velocemente>> (Mala Woolflamentava una femminilità protetta “dalla” responsabilità, non “per” assumerla). Si è notato il carattere illiberale di una legge che determinerebbe i cda di imprese private, contro la libertà di mercato; e che lungi dall’eliminare le discriminazioni, le renderebbe istituzionali. <<Assegnare diritti a qualcuno, non in quanto cittadino, ma in quanto appartenente a un genere, una razza, etc., è la negazione del moderno concetto di cittadinanza>> (Orsini). Lehner cita Stuart Mill <<Il pensiero liberale vuole che l’uguaglianza sia raggiunta nei punti di partenza, non di arrivo>> altrimenti si cade nel sovietismo. Ma proprio di questo si tratta: è alla partenza che le donne sono discriminate e storicamente diseguali (Buongiorno). Puntuale la notazione che in Italia la vera difficoltà di accesso non è quella delle donne ma di tutti coloro che non fanno parte di lobby e famiglie. Di welfare parlano invece le femministe a Siena, pochi giorni dopo la legge sulle quote rosa.La Camusso, Cgil, la meno contestata delle donne delle istituzioni, attacca la manovra finanziaria (quella di giugno) <<è misogina, parla contro le donne con provvedimenti punitivi, come i tagli dei servizi sociali>>. Su questo registro si svolgono i numerosi interventi delle femministe Snoq, più realiste del Parlamento e dolenti dei problemi che le affliggono dal nord al sud : precarietà, negazione della maternità, mancanza di condizioni che consentano alle donne di lavorare (asili nido, strutture per gli anziani). Le quote rosa vengono nominate solo per rivendicare che non sono esse (non quel patetico dilatorio 33% della legge) ma “la metà di tutto” a fare la parità. E, ci sembra di poter concludere, senza doverla chiedere, per gentile concessione, alla politica, incluse le sue donne contestate.        

 

 

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About Adriana Zanese

ADRIANA ZANESE Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Esperta di letteratura anglo americana. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (2017); Adriana Zanese Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (20Letteraturarialista, intellettuale dissidente, leader del movimento letterario L'ALTRA LETTERATURA SCRITTORI INDIPENDENTI. Inventrice della Rassegna letteraria del selfpublishing sul web, L'Altra Letteratura , che si tiene ogni anno a Roma in sedi istituzionali.
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