LIBIA: LA GUERRA PREORDINATA

LIBIA : LA GUERRA PREORDINATA

I POPOLI ? LE SOLITE PEDINE

Guerra in Libia, primo giorno 20

  di Adriana Zanese

Oltre un anno fa abbiamo letto un romanzo, Exit Strategy, nel quale si narrava di come gli Usa, in cerca di un’uscita onorevole dalla guerra in Afganistan e in Iraq di fatto perdute, cioè senza sbocchi, concepissero un piano segreto diversivo (la solita Cia) volto ad attirare l’attenzione del mondo su un’area vicina, il nordafrica, rovesciandone i regimi autoritari e sostituendoli con governi più collaborativi in particolare nella lotta al terrorismo islamista, nel contempo isolando ancor più il regime di Teheran. Si trattava d’insinuare il germe della rivolta all’interno di ciascuno Stato diffondendo l’infezione via Internet (ad ogni epoca la sua tecnologia bellica). In quei Paesi ad alto tasso demografico giovanile l’aspetto ludico della comunicazione su web e il mito del consumismo avrebbero aiutato, diventando un’arma sofisticata di rivoluzione popolare moderna. Naturalmente gli Usa dovevano tenersi defilati. Il lavoro andava appaltato all’Europa, o meglio a qualche nazione autorevole e nostalgica di una passata grandezza nel Mediterraneo, ad esempiola Francia. Poisarebbe intervenuta l’Onu con una delle sue risoluzioni, a legittimare l’impresa. L’Italia avrebbe messo a disposizione le basi: la cara vecchia molle Italia. Il primo Paese da rivoltare sarebbe stato l’Egitto, il secondola Libia(dove si prevedeva più resistenza). Anche l’Arabia Saudita era nella lista. E c’era un altro scopo: contrastare l’espansionismo economico della Cina nell’Africa tutta. Il nome del piano segreto era Democracy for Oil. Su questa guerra libica, che le maggiori istituzioni chiamano ancora “crisi”, dopo oltre un  mese di bombardamenti, molto si è scritto avanzando tesi corroborate dalla confusione e dalla fretta con cui si è sferrato l’attacco al regime di Gheddafi senza tentare una trattativa diplomatica. Non si tratta di una guerra umanitaria (nessuna lo è mai stata). Gli interessi in gioco, economici (petrolio e gas) e geopolitici sono stati messi in luce da molti analisti in Italia e all’estero. E’ una guerra economica che vede ciascuno contro tutti :la Francia, l’Inghilterra (promotrici dell’aggressione) l’Italia, gli Usa (forse dominus occulto) in un quadro geopolitico, quello della sponda sud del Mediterraneo, complesso e suscettibile di ulteriori imprevedibili rivolgimenti. Scatenare per avidità neocoloniale una guerra che si poteva evitare è stato come scoperchiare un vaso di Pandora : ne verranno soprattutto mali. A cominciare dalla durata, dai costi, dall’effetto boomerang di una possibile fortificazione del fondamentalismo (è già avvenuto in Egitto coi Fratelli Musulmani). L’esito potrebbe vedere né vincitori né vinti, ma la spartizione della Libia in due Stati,la Tripolitaniaa Gheddafi,la Cirenaicaalle tribù avversarie fomentatrici della rivolta. Néla Lega Araba, né l’Unione Africana, e nemmeno Cina e Russia vogliono la morte del rais (anzi avrebbero interesse a riprendere con lui i vecchi affari politico-commerciali). L’Italia sarebbe tagliata fuori, visto il “tradimento”, e dovrebbe comunque riconquistare le antiche posizioni, trattando coi successori di Gheddafi (non più democratici di lui, stando alle biografie) e trovandosi ora come rivali Francia e Inghilterra così solerti nei bombardamenti di “liberazione”. Il popolo libico è costretto a dover subire un intervento militare richiesto non da una rivoluzione popolare o da una guerra civile, ma dagli interessi petroliferi di tribù avverse a un dittatore divenuto (per qualche ignoto motivo) all’improvviso “sanguinario” per l’Occidente e che fino a pochi mesi fa l’Onu proclamava campione dei diritti umani. Questa guerra sbagliata ed equivoca (a cominciare dall’ambigua risoluzione Onu) che per difendere bombarda e uccide i civili, ha dato il via a una nuova ondata migratoria sulle nostre coste (25mila tunisini ed altri profughi, in totale 30mila) che aldilà dei giri di valzer di Bruxelles (Schengen o non Schengen) è destinata a gravare sull’Italia (contro la resistenza delle regioni) e a riaccendersi massicciamente quando la tensione bellica si allenterà. Allora le domande sono : che genere di umanitarismo è quello di un’Europa che incapace (o nolente) ad aiutare i popoli migranti nei loro Paesi, creando là sviluppo economico, lascia che si riversino allo sbaraglio sulle spalle dei popoli europei, in primis l’Italia, con tutti i rischi che ne conseguono e chiamandoli “opportunità” ? E quale democrazia è quella di un’Italia dove non l’interesse nazionale, ma la ragion di Stato (che ci lega a un’Europa non solidale) è tale da calpestare il diritto all’autodeterminazione del popolo italiano (disoccupato, sfrattato, ipertassato) imponendogli un’accoglienza finto-umanitaria, che serve principalmente a mascherare (anche aldilà della guerra) i moventi affaristici dell’Europa oligarchica nel sud del Mediterraneo ?

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About Adriana Zanese

ADRIANA ZANESE Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Esperta di letteratura anglo americana. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (2017); Adriana Zanese Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (20Letteraturarialista, intellettuale dissidente, leader del movimento letterario L'ALTRA LETTERATURA SCRITTORI INDIPENDENTI. Inventrice della Rassegna letteraria del selfpublishing sul web, L'Altra Letteratura , che si tiene ogni anno a Roma in sedi istituzionali.
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