MADE IN CHINATOWN

 

MADE IN PRC, CHINATOWN (inchiesta)  
SINGAPORE - Bancarelle di cibo cinese e i tavoli per la consumazione in Smith Street

 

prospettive della globalizzazione

 di Adriana Zanese

 Una grande città italiana, Roma, è il ritratto di una sorta di New York periferica: strade degradate, con facce sempre meno italiane, meno europee, e più gente apolide che affolla i mezzi pubblici. Coi rom che suonano tenaci squadrate musiche rètro, bambini alla questua (di quelli che poi bruciano per una distrazione politica). Con le facce italiane ostili dei maturi, dei giovani drogati dall’ipod. Sui giornali la crisi economica, i bond europei contro le speculazioni transnazionali, timide e ipocrite proposte a Bruxelles di tassare le transazioni borsistiche a breve termine, che minano le economie degli stati : i Banksters, banchieri gangsters, nuova promettente figura. A chi giova la globalizzazione e la sua ribollente materia, l’immigrazione? Non agli immigrati costretti a vendere il loro bisogno, le loro esistenze, le loro civiltà al mito di una “democrazia del benessere” fallace. Non ai popoli euroccidentali che sono obbligati a riceverli, senza alcuna possibilità di opporsi, e nei quali la crisi economica ha già instillato il germe della conflittualità verso lo straniero rivale nel lavoro, nei servizi sociali. Un terzo dei guadagni degli extracomunitari, mezzo punto del nostro pil, va in patria. Epperò, si dice, essi mantengono il nostro sistema pensionistico (e gravano sul nostro welfare). Ma le rimesse rimpolpano l’economia dei paesi migranti. Allora perché non aiutarli là con un piano marshall internazionale ? (forse perché è più complicato politicamente e più conveniente per le majors industriali assemblare in Europa i poveri del mondo, farne un bacino formidabile di consumatori-elettori occidentalizzati). Intanto, quanto ai vantaggi per i nostri consumi, essi sono da valutare. Gli immigrati, e gli italiani impoveriti, consumano ormai le più competitive (nel prezzo) merci cinesi (abbigliamento, casalinghi, informatica). Per gli alimenti gli stranieri si servono presso i negozi e i pub dei loro connazionali. Interi quartieri (il cinese Esquilino e l’islamico Marconi, a Roma) vedono ogni giorno la chiusura di imprese commerciali italiane e il loro rimpiazzo con altre nordafricane, cinesi, bengalesi. Quando gli esperti parlano di calo della produzione-vendita ad esempio nel manifatturiero non lo connettono al fenomeno variegato e sfuggente della globalizzazione; la quale al di là di certo umanitarismo fanatico e peloso, non sembra un buon affare per gli stati. E se la politica, rassegnata alla denatalità autoctona, come a una maledizione biblica, dimostra di non accorgersene e contraddittoriamente si indigna per la disoccupazione giovanile, è forse perché non si mescola abbastanza tra il popolo, dove, va detto, la pace sociale viene mantenuta grazie alle bancarelle cinesi e pakistane, calmieratrici di prezzi, e capaci in qualche modo di frenare (sublimare) le spinte xenofobe, se non di costituire un fattore di aggregazione, sia pure su base utilitaria, non di integrazione, riteniamo. Questa economia parallela, non di grandi numeri, fatta anche, è ovvio, di lavoro nero e altro sommerso fiscale, sta soppiantando insensibilmente in certi settori quella legata ai prodotti nazionali, malgrado i nostri imprenditori cerchino di controbilanciare il danno da un lato delocalizzando (a detrimento della nostra occupazione) dall’altro importando qui merci fabbricate all’estero, Cina. Così il mercato cinese, sregolato come si sa, allevia la crisi economica italiana quanto ai consumi, minuti ma quotidiani, di chi “non arriva alla fine del mese”. Un mercato che espanso da noi sta facendo dell’Italia (e dell’Europa) una colonia dell’ex impero del Sol Levante.  Prospettive : Tra non molti anni, in un mondo sperequato da ulteriori crisi economiche, le merci originali europee saranno accessibili soltanto a un’èlite, così come l’informazione e la cultura. Mentre al popolo globale analfabetizzato e imbarbarito saranno concesse solo merci contraffatte. Affermare che la globalizzazione (e l’immigrazione) è irreversibile è come dire che la guerra è irreversibile. Giacchè di questo si tratta, di una guerra economica e culturale silenziosa, ma i cui effetti si sentiranno nel lungo periodo in termini nefasti per le identità e i patrimoni culturali dell’occidente e dei continenti di migrazione. In nome di una pretesa “società multiculturale” (irrealizzabile per opposte ragioni) i governi occidentali, complici per forza della grande finanza manipolatrice di materie prime, pensando al presente e incapaci di vedere l’orizzonte perspicuo che si prospetta, avallano oggi un vero genocidio culturale e di civiltà, realizzando una nuova forma di imperialismo capitalistico, che vede nei popoli poveri e migranti una sacca di senza-diritti, da espropriare culturalmente e da sfruttare con i vecchi-nuovi miti (mercificati) del progresso liberale ed egualitario, contro la “superstizione” della diversità spirituale,  sola garanzia di umane civiltà.

 

 

 

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About Adriana Zanese

ADRIANA ZANESE Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Esperta di letteratura anglo americana. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (2017); Adriana Zanese Ha studiato Lettere e Filosofia presso la Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Regista, sceneggiatrice, soprattutto scrittrice. Storica della Cospirazione Globale. Nel 2015 ha fondato il Movimento Letterario Laltra Letteratura Scrittori Indipendenti che tiene ogni anno un importante Festival della Letteratura dedicato agli scrittori che pubblicano autonomamente sul Web. Il Festival si svolge con la partecipazione di importanti istituzioni pubbliche. Adriana Zanese ha pubblicato: Il Velo di Maya poesie, semifinalista Concorso di poesia di Genova 2012, Editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Yermary, teatro, editore ilmiolibro.it/Feltrinelli (2012); Abduction, teatro, editore ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale LEspresso) (2013) e Kindle di Amazon.it (2016); The vanishing lady, script, Editore Lulu.com (2013); Donna dai due volti, script, Editore Lulu.com (2014); Scomparsa, romanzo, Editore ilmiolibro.it (2014) e CreateSpace/Kindle di Amazon.it (2015 e 2016); Gli Illuminati di Sion, saggio storico (due volumi) Edit. CreateSpace e Kindle di Amazon.it. (20Letteraturarialista, intellettuale dissidente, leader del movimento letterario L'ALTRA LETTERATURA SCRITTORI INDIPENDENTI. Inventrice della Rassegna letteraria del selfpublishing sul web, L'Altra Letteratura , che si tiene ogni anno a Roma in sedi istituzionali.
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