Terrorismo delle istituzioni sovranazionali contro l’Italia

Tre notizie in contemporanea, palesemente orchestrate da queste sedicenti istituzioni, che attentano alla democrazia e alla stabilità dell’Italia, la nazione più importante è più ambita d’Europa per la sua posizione nel mediterraneo.
1) l’FMI ammonisce/accusa l’Italia di essere in recessione e per ciò un “pericolo globale”! Nientemeno.
2) l’Onu ammonisce l’Italia per aver lasciato che la motovedetta libica riportasse gli immigrati da dove erano venuti, asserendo che la Libia non è un posto sicuro, quando in Libia c’è un presidio della stessa Onu per l’accoglienza!
3) l’OMS, organizzazione per la salute mondiale (anch’essa in capo all’Onu come l’Fmi) dichiara che gli immigrati sono più sani degli europei, e che la percezione della loro presenza sempre più numerosa è una nostra impressione, mentre quelli, gli africani e gli islamici sono appena il 10 % della popolazione europea (per il momento). Come dire, accoglierli tutti.
Una bordata di tre menzogne che non lascia dubbi sulla vera natura e sui vetri fini dell’Onu e degli Onnipoteri che dietro l’Onu si nascondono, manovrandola.
Uno dei migliori saggi best seller sui Poteri occulti che governano l’Europa e il mondo.
Gli Illuminati di Sion vol.2

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Gli Illuminati di Sion 2a edizione

Gli Illuminati di Sion vol.1
Uno dei migliori saggi best seller sui veri Manovratori della politica europea e mondiale.

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La veglia del morto – Una resistente barbarie

LA VEGLIA DEL MORTO – Un residuo superstizioso
Adriana Zanese

Vegliare un morto nella “camera ardente” è quanto di più insensato si possa fare, poiché il morto non è lì, ontologicamente parlando. Perciò vegliarlo è un atto di follia e di barbarie, di superstizione primitiva, che dice innanzitutto quanto poco noi vivi comprendiamo della morte, la quale per il morto è qualcosa di affatto diverso da quel che essa è per noi.
Noi, che celebrandola in una spoglia vuota non facciamo altro che esorcizzare il raccapriccio e il terrore che ne abbiamo, da resistenti barbari, senza vedere come quel cadavere non abbia più nulla a che vedere con l’ex vivo, e l’esporla nella sua occultata/mascherata decomposizione è un insulto al vivo. Vivo, il quale dovrebbe essere subito seppellito e celebrato e ricordato soltanto in effigie; di più, nelle effigi e negli oggetti ed opere, del suo tempo migliore, da giovane, quando era nel pieno della sua realizzazione esistenziale, della sua salute e bellezza o forza, del suo intelletto, della sua rispondenza alla vita. Solo così potremmo rendergli omaggio e rispetto.

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Finalista concorso Il mio esordio 2018

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DESIREE COME PAMELA e la MISTIFICAZIONE dei media

DESIREE di San Lorenzo a Roma 3999803_1653_san_lorenzoCOME PAMELA DI MACERATA
IL MASSACRO DA PARTE DEGLI AFRICANI E LA MISTIFICAZIONE DEI MEDIA
Anche stavolta le frasi confuse con cui le tv/radio danno la notizia di questo nuovo assassinio bestiale da parte dei “rifugiati”, protetti dalla Sinistra, in un remake del massacro di Pamela qualche mese fa, dà la misura di quanto sottovalutata sia l’immigrazione fuori controllo di persone non integrabili con noi, perché troppo differenti culturalmente, e di quanto pericoloso sia il lasciare le cose così. Tra ieri e oggi la manifestazione degli abitanti del quartiere San Lorenzo, nel centro storico di Roma, è stata annunciata da tv e radio in questi termini : “una manifestazione per Desirée, contro il razzismo”. Una frase stridente di ossimoro; perché la povera sedicenne è stata violentata e ammazzata da africani neri, e il sottotesto implicito, il messaggio subliminale del politicamente corretto da far passare è: Desirée è stata ammazzata perché era razzista. Questa non è sbadataggine del fare cronaca, né confusione lessicale; le parole, come insegnano i linguisti (si veda ad esempio Wittgenstein) non hanno mai un significato univoco, ma appartengono a un contesto semantico orientabile dall’intenzione di chi le usa con uno scopo preciso. La preoccupazione dei media (controllati e militarizzati dai mondialisti) è sempre di proteggere gli immigrati, contro ogni evidenza, di farli apparire come vittime, persone bisognose di aiuto, il nostro, nascondendo la realtà, anche quando essa irrompe con la brutalità dei fatti di cronaca. E perciò, nel caso di Desirée, come già di Pamela, mai si oserà dire che infierire, come hanno fatto gli stupratori e massacratori africani di San Lorenzo su una ragazza bianca non è casuale né irrilevante, perché implica un odio razziale, più o meno cosciente, ma certo non improbabile, come documentano un secolo di studi psicanalitici e di antropologia delle razze; che naturalmente, “non esistono”, perché se esistessero dovrebbero, i mistificatori del Politically correct, cominciare a riconoscere che noi europei non siamo uguali agli africani, cioè loro non sono uguali a noi e dunque gli Italiani avrebbero il diritto di sentirsi a disagio con tanti immigrati sempre più invadenti e ragione di non volerli in casa loro.

Adriana Zanese

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IV Festival Scrittori indipendenti locandina

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IV Festival Scrittori Indipendenti

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