Ecco come ci controllano

ECCO COME CI CONTROLLANO

LO SCANDALO DELLA CAMBRIDGE ANALITICA E STATO SOLO

UNA MESSINSCENA PER STRINGERE I CONTROLLI

 

Adriana Zanese

 

Inutile farsi ancora illusioni. Va compreso che i social non sono altro che uninvenzione ludica per mettere tutti noi nella condizione di prestarci ad essere sempre più controllati, per conto di note agenzie di sicurezza Usa, cioè globali (Nsa, Cia ed altre). La modifica delle condizioni della Privacy di cui ci hanno generosamente messi a parte con sollecite email non è altro che un aggiornato cavallo di Troia.

Lappello fervido è più che mai per la tua sicurezza devi procedere a queste operazioni. Stai attento che se non lo fai.  Ma avete provato a rifiutarvi? Ad aggirare la schermata perentoria che vi COMANDA di eseguire quelle operazioni, altrimenti sbarrandovi il passo? Di cosa si tratta? Facebook: per cominciare vi piazza davanti il paragrafo sul Riconoscimento Facciale, e con tono blandente vi dice, se vuoi puoi attivarlo e noi ti riconosceremo ogni volta che apri la tua pagina profilo. Qual è il problema? Che qualche male intenzionato possa introdursi nel tuo profilo e dichiarare guerra agli Stati Uniti o alla Cina. Ohibò, dite voi, ma se cè la mia password sicurissima. Non basta, meglio la sicurezza biometrica, insistono loro (qualcosa di simile alle vecchie impronte digitali per i detenuti). Pensate davvero che basterà de-selezionare il segno già predisposto per evitare lodiosa misura? Risposta: sia che accettiate, o no, non fa nessuna differenza. Vi hanno soltanto annunciato che da ora in poi siete fotografati e riconosciuti faccialmente e buon pro vi faccia; questo è il senso ultimo delloperazione privacy post Cambridge Analitica, lo scandalo lanciato ad arte, compresa landata di Zuckenberg a Canossa-Parlamento europeo, a chiedere scusa: una presa  per i fondelli mediatica internazionale. Ed ecco lorigine storica del Riconoscimento Facciale. Il programma deriva da un più vasto progetto di controllo globale su Internet, messo a punto sin dal 2003 dalla Darpa (Defence Advanced Research Projects Agency) Usa. Il suo nome in codice è Human ID (Human Identification at a Distance). Il programma -oggi realizzato per mezzo di dispositivi installati nelle piattaforme dei social e non solo- implica luso di tecnologie biometriche in grado di riconoscere il volto e lidentità di persone che si trovano anche ad enormi distanze: il viso del soggetto viene analizzato tramite radar a bassa potenza con onde dellampiezza di millimetri, che esaminano ogni dettaglio. Il tutto è accompagnato da infrarossi a multispettro e da un sistema di riconoscimento facciale. Le immagini ricavate poi dove pensate che vadano a finire, trasmesse in tempo reale?

Personalmente ho adottato le seguenti contromisure: indossare un paio di occhiali neri e un bourka completo prima di aprire la mia pagina facebook. Ma sono sicura che il radar in questione saprà andare oltre.

 

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Gli Illuminati di Sion vol.1

Un saggio storico avvincente come un romanzo. Tra i più venduti, anche in Francia e in Gran Bretagna.

Gli Illuminati di Sion  vol.1

 

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The Illuminati of Sion vol.1

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Alfie e i fantasmi dell’eugenetica

ALFIE COME CHARLIE. NELLA PATRIA DEL LIBERALISMO

Adriana Zanese

 

Ignoriamo se in Inghilterra vi sia una legge che impone ai cittadini di morire per inadeguatezza a vivere. Ma le sentenze emesse di recente dal tribunale britannico indurrebbero a credere di si. In forza di tali sentenze inappellabili, o appellate invano, il piccolo Alfie, come già linfante Charlie, è stato condannato a morire in quanto giudicato alla luce dei limiti della scienza attuale- impossibilitato ad esistere. Si badi bene, qui non si tratta del suicidio assistito, che da noi in Italia ha pur provocato lacerazioni morali e che comunque concede al malato, o alla sua famiglia, il diritto di dire lultima parola. Qui, nell’Inghilterra di John Locke, nella patria del liberalismo, che pone la libertà dell’individuo libertà di disporre innanzitutto della propria vita- come bene supremo, si comanda che un bambino sia soppresso per il suo bene contro la sua volontà, cioè dei genitori. Non basta; gli si vieta persino di uscire dalla giurisdizione nazionale, come nella dittatura Sovietica si vietava ai cittadini russi di espatriare per cercare condizioni di vita migliori. Alfie chiede soltanto di vivere e lo Stato, con un decreto da stato etico, glielo impedisce. Davanti a questo fatto gravissimo la comunità internazionale, l’Unione Europea (per così dire) tace, compresa l’Italia che si limita al gesto pur civile e pietoso di conferire al piccolo malato la cittadinanza italiana, onde consentirgli le cure presso il Bambin Gesù di Roma. E’come sempre, una questione di prospettiva. LOccidente, che si erge a difensore dei diritti umani, può esportare la democrazia (cioè tutelare i propri interessi economici e geopolitici bombardando nazioni sovrane in Medioriente o in Africa, dopo avere accusato i suoi governanti delle peggiori efferatezze (del resto non provate) contro i propri popoli (si vedano Iraq, Libia, Siria); ma in casa propria una nazione occidentale può, senza tema di essere censurata, esercitare una legge violenta degna dell’antica Sparta, dove i bambini malformati venivano semplicemente gettati da una rupe in pasto ai corvi. Oggi si stacca la macchina che tiene Alfie in vita. La differenza sta solo nel modo più raffinato, evoluto della nostra civiltà. E però con altrettanta raffinatezza, in questa logica, tra qualche decennio si potrebbero rivalutare i principi di eugenetica dellantropologo Francis Galton (inglese) e spingersi fino a comminare una pillola eutanasica a handicappati e anziani, inutili e costosi per la società. Una società nella quale il laicismo (forma di religione che vorrebbe cancellare tutte e altre) l’efficientismo e l’economicismo saranno la maschera di un liberalismo svuotato, sostituito di fatto da un nuovo sistema, retto da pochi individui speciali, uomini della provvidenza a comandare su una vasta mandria di followers in Rete, come già vediamo.

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ONG: I NUOVI MERCANTI DI SCHIAVI

 

Adriana Zanese

 

Nel XVIII secolo, al tempo della Compagnia delle Indie, li caricavano direttamente nei porti africani e asiatici chiamandoli col nome del ruolo al quale dovevano servire, lavoratori di schiavitù. Oggi, in tempi di democrazie mature, li chiamano disperati che noi salviamo, ma lobiettivo finale è lo stesso: creare un bacino di nuovi schiavi, non per aiutare, ma per sostituire nel tempo gli abitanti e lavoratori autoctoni occidentali troppo sindacalizzati. Queste Ong spuntate un bel dì dal nulla, con costose navi battenti bandiere fantasiose, vogliono farci credere di essere dei filantropi calati giù da Marte. Chi sono veramente? Chi li manda? Insomma, chi li finanzia. Bene stanno facendo a fermarle, le nostre procure che da molti mesi cercano di vedere chiaro nelle loro attività. Le Ong si proclamano «salvatori di vite umane », mentre sono mercanti di morte, che attirano migliaia di disperati dallAfrica profonda col falso miraggio di una vita opulenta nellEuropa delle opportunità. Opportunità che quando va bene, si riduce a domandare lelemosina nelle nostre strade tra la diffidenza della gente, la quale non ha mai potuto scegliere se accoglierli o no, questa la nostra democrazia. Parliamo dellItalia. Perché sbarcarli solo e sempre qui? Per quale motivo una nave battente bandiera spagnola, deve dirigersi col suo carico umanitario proprio in Italia, mentre la cosa più ovvia sarebbe portarli in Spagna? Ecco la risposta: perché lItalia è la nazione da destabilizzare, socialmente e di conseguenza politicamente. Le condizioni ci sono: gli Italiani sono disoccupati a milioni, soprattutto i giovani, soprattutto nel sud. Gli Italiani che non trovano lavoro si vedono già scavalcati dagli immigrati diciamo regolari, a loro preferiti nelle mansioni meno specializzate. Guardatevi attorno nei grandi supermercati, le multinazionali degli alimentari: chi vedete alle casse? Non uno studente o una studentessa italiana, no, vedete un mediorientale, una donna col velo, e tra gli stand uomini neri che spazzano il pavimento. Entrate in una grande distribuzione di hi-tech ed elettrodomestici. Chi vedete al banco? Un italiano? Non più. Vedete un indiano, forse un bangladeshi o direttamente un cinese (visto che le merci sono tutte made in China). E i nostri studenti, magari laureati, a casa, a carico dei genitori. I negozi di frutta e verdura: tutti gestiti da egiziani, tunisini, marocchini. Che fine hanno fatto i negozianti italiani? E le altre imprese? Quanto reggeranno le edicole di giornali?  E i tabaccai? I ristoranti?

Domandatevi: 1) chi ha interesse a incentivare limmigrazione? Le grandi industrie dei servizi, la grande distribuzione dei beni di consumo, le grandi fabbriche sempre più in mano a multinazionali. Perché? Per dare paghe miserevoli e creare competizione al ribasso fra poveri senza nazione. Altro che accogliamoli in nome della giustizia sociale e della fratellanza universale. La chiamino onestamente mano dopera very low cost (per non dire servi della gleba). Questo è il nuovo assetto sociale multi-etnico, con minoranza italiana, che si prospetta.

2) Perché le Ong rifiutano di dire chi li finanzia? Perché ammetterlo significherebbe gettare la maschera e rivelare al mondo quel che sono veramente: agenti prestanome pagati dalle multinazionali (ovvero i gruppi finanziari internazionali) per cambiare radicalmente le società europee, passando per il ventre molle dellEuropa, cioè la cara bistrattata, nei secoli sempre tradita dai suoi governanti, Italia.  Quando gli Italiani comprenderanno che lItalia non è unentità astratta, dove tanto si fa carico lo stato di tutto, anche della immigrazione? Non è così. E tempo di pensare che lItalia è casa mia, per cui questi stranieri che arrivano in massa (e disposti a tutto) non invitati né da me né dal mio vicino di condominio, dove li metto a dormire? Gli cedo la mia camera da letto e io vado a dormire sul pianerottolo? Ovvero, li rimando donde sono venuti, perché sono troppi? Con questa nuova prospettiva personalizzata della situazione vedrete che allora sarà tutto più chiaro.

 

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Elezioni: Ha vinto il popolo italiano

ELEZIONI: HA VINTO IL POPOLO ITALIANO

Adriana Zanese

Le elezioni del 4 marzo sono state un test per la democrazia e la sovranità degli Italiani. E quanti preconizzavano (forse speravano) una scarsa affluenza alle urne sono rimasti spiazzati. Il 75% si è recato a votare. Non poteva essere altrimenti, contro la propaganda della sinistra esausta, amica delle lobby finanziarie, che ha demonizzato a programma i cosiddetti populisti per tutta la campagna elettorale (inventandosi persino un ritorno del fascismo). Il nostro popolo ha invece dimostrato intelligenza e lungimiranza. Lintelligenza e la lungimiranza che derivano dal malessere profondo e crescente in cui noi tutti viviamo da ben 16 anni, dallentrata in vigore della trappola euro. A nulla sono servite le blandizie del governo socialdemocratico circa la ripresa economica, laumento del Pil. Se ci sono, i ceti operai e la classe media impoverita non se ne sono accorti, perciò hanno votato per mandarli a casa: a cominciare dal maldestro Pd alleato in un suicidio politico con gli ordinovisti (finanziati da Soros) Più Europa (sic); i riciclati pro-immigrati, Leu, e gli altri comprimari in corsa per uno strapuntino. Hanno perso tutti platealmente e giustamente. Tutti coloro che hanno sottovalutato o finto di valutare (solo a parole) la disperazione di un popolo offeso, imbrogliato, strattonato quotidianamente, almeno sin dal 2011, col terrorismo del debito pubblico, con la predica dellautocastrazione: perché lo dobbiamo ai mercati (stringere la cinghia dellausterity imposta dagli usurai di Bruxelles, ovvero la Germania), con il ricatto morale, perché è nostro dovere accoglierli, senza chiedere mai agli Italiani se li volevano, gli immigrati in casa loro. Sono stati questi, insieme al lavoro, i fattori determinanti nella testa di ogni italiano, dei molti disoccupati o tartassati (dal latino taxare, toccare profondamente) i quali si sono finalmente svegliati ed hanno deciso basta! E stato detto che il Paese è diviso in due: il Centro-nord con la Lega/Centrodestra, il centro-sud col Movimento 5Stelle. Due formazioni non dissimili, se i secondi fossero stati più netti nelle loro posizioni sulleuro, lEuropa, limmigrazione. Ed è interessante, di grande significato socio-politico il dato che il M5Stelle abbia sottratto tanti voti al Pd proprio su questi due temi fondamentali, Europa e immigrazione, due facce della stessa medaglia, che investono la sovranità della nostra Italia, il nostro futuro. E il segno che il sentimento legittimo di insofferenza verso la coercizione mascherata da moral suasion- esercitata sino ad oggi dai governi della Sinistra ha raggiunto il limite sopportabile. Sia Lega che M5Stelle hanno escluso unalleanza per formare il nuovo governo. Toccherà dunque al presidente della Repubblica trovare una mediazione. Per quanto, i risultati del voto dicano che è la coalizione di Centro-destra (37%) quella che si avvicina di più alla soglia (40%) del premio di maggioranza previsto dalla legge; CentroDestra che, anche grazie alla sua articolazione partitica, ha più probabilità di trovare appoggi più o meno esterni tra i singoli parlamentari (ad esempio gli espulsi dei 5Stelle) che si presenteranno nelle due camere privi di un partito. Quel che conta è, comunque sia la soluzione di governo, che la volontà di cambiamento, espressa con tanta chiarezza dal popolo italiano, non venga tradita, come in passato, con strane manovre di addotti governi di unità nazionale gestiti dal Quirinale (leggasi un governo tecnico a guida Gentiloni, o simile) perché di colpi di stato garbati, con le loro amare conseguenze, gli Italiani hanno già avuto esperienza, ed un terzo o quarto non lo tollererebbero.

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L’INSOSTENIBILITA’ DELL’ACCOGLIENZA

MACERATA: L’INSOSTENIBILITA’ DELL’ACCOGLIENZA

Adriana Zanese

I fatti di Macerata, se mai non lo avessimo capito, provano che la questione immigrazione viene trattata in Italia (da governo e media) con due pesi e due misure. Da un lato il massacro bestiale nelle modalità della ragazza italiana, da parte di un sedicente profugo, spacciatore nigeriano, notizia che ha occupato le prime pagine dei giornali il tempo necessario per riassorbire lo shock; dall’altro, la reazione –comprensibile, sia pure non giustificabile- del cittadino maceratese che col suo gesto estremo ha inteso fare giustizia in un ambiente, quello della cittadina marchigiana, saturo ormai e allarmato da un’immigrazione extracomunitaria che ha oltrepassato per numeri il livello di sicurezza sociale, quella giusta proporzione fra tolleranza dei residenti e preponderanza degli immigrati neri africani; una preponderanza che i cittadini maceratesi hanno denunciato come invasiva e non più sostenibile ai microfoni di Radio Uno Rai, “sono troppi, troppissimi, spacciano la droga qui intorno a noi, senza che possiamo farci nulla, non ci sentiamo più a casa nostra”. La denuncia dei ma-ceratesi, con la notizia più grave della carneficina della diciottenne Pamela per mano del nigeriano è finita presto sottotraccia, per dare risalto alla sparatoria del vendicatore anti-africano. Questa l’Italia del politicamente corretto (cioè governata per procura dai potentati del NordEuropa) dove gli Italiani, non più sovrani, valgono meno delle comunità immigrate, tant’è che, a fronte di una salva di indignazione da parte della sinistra anti-italiana e dei rappresentanti delle istituzioni per la sparatoria sugli africani, nessuna dichiarazione ufficiale di solidarietà si è levata dalle stesse istituzioni verso la famiglia della ragazza italiana trucidata, nessuna parola di condanna per lo smembratore nigeriano.
Perché? Perché gli immigrati, pur assassini, sono intoccabili e perché gli Italiani sono obbligati a prenderseli tutti, e se discutono sono tacciati di razzismo. Questo il ricatto morale di una nazione dove la democrazia, cioè l’autodeterminazione del popolo, è stata sovrapposta dall’umanitarismo dell’accoglienza, il più fasullo e strumentale che si possa immaginare, ma soprattutto traditore degli Italiani. Sicché ormai si potrebbe a ragione dire che l’Italia è una repubblica “non-democratica, fondata sulla disoccupazione e sull’immigrazione”. Il sentimento di essere invasi da stranieri così diversi, cioè incompatibili con noi, non è un’impressione bislacca di gente intollerante o fascista, e i politici di ogni rango che affermano questo sono in malafede e avulsi dal mondo reale. Vuol dire che questi signori della Casta non camminano per le vie delle città, non prendono mai un autobus, non fanno mai la fila in un ufficio dell’anagrafe. Quel che è davvero preoccupante è questa sottovalutazione istituzionale del disagio diffuso tra la popolazione italiana, da nord a sud, è l’indifferenza politica verso gli sbocchi violenti che l’immigrazione obbligatoria, come i vaccini e le tasse, potrà avere nel futuro. E allora hai voglia a tacciare di fascista e razzista milioni di Italiani che rivendicano soltanto il diritto ad essere padroni nel proprio territorio, territorio dal quale sono progressivamente e sensibilmente estromessi da genti di altre culture che ci amano come si può amare un popolo che ci ospita controvoglia, perché non gli abbiamo chiesto il permesso di entrare in casa sua -donne islamiche col velo, neri dell’Africa profonda dove vigono culture tribali dell’oppressione e della forza come fonte di diritto (basti considerare i loro governi perlopiù dittatoriali) e dove l’abbigliamento all’occidentale e il telefonino di ultima generazione coi quali sbarcano sulle nostre coste sono solo una vernice stesa sopra un’anima composta di stratificazioni millenarie, le cui im-plicazioni inquietanti descriveremo più oltre- e se noi europei pensiamo di poter cancellare questa realtà insegnandogli la lingua italiana, francese, etc., siamo proprio dei poveri scemi e ignoranti della storia delle civiltà. E la pagheremo cara. Ce lo illustrano studi dell’Istat e del Censis, i quali prevedono che tra 50 anni noi Italiani saremo minoranza nel nostro Paese. Per Italiani intendendo gente di razza bianca, che esiste, è una verità scientifica (anche se dà fastidio ai circoli politicamente corretti, ovvero ordinovisti che fanno opinione) a meno di non voler imporre, come nello Stato totalitario di Orwell, il concetto che il bianco è nero e il nero è bianco e di sopprimere il raziocinio, la storia dell’umanità per riscriverne un’altra di fantasia, cioè che siamo, noi europei, tutti neri o marroni. Non ancora.
Probabilmente ci arriveranno, ma per il momento io dico che dobbiamo avere la dignità di resistere alla follia di quel che si prepara, cominciando con l’ eliminare le civiltà e le culture (innanzitutto la nostra europea) servendosi dell’immigrazione massiccia, meglio se africana (sono un miliardo e mezzo, un eccellente serbatoio) per instaurare il meticciato: una popolazione europea nera/marrone, e da lì sul pianeta intero (in pochi secoli) al di sopra della quale popolazione miscelata (come nel film Matrix, ricordate?) si ergerà la vera razza integra, cioè non mescolata e dunque superiore, i Figli di Sion, che domineranno in un Superstato Totalitario: questo il piano neo-nazista che si cela dietro il progetto, dichiarato, di Fratellanza Universale, del Nuovo Ordine Mondiale lanciato dalle Elite, per bocca della politica, nel 1945 (si legga il mio saggio “Gli Illuminati di Sion” vol. II, dove un capitolo lo documenta bene). Dunque, che le razze esistano e siano diverse tra loro (ne parla anche la nostra Costituzione) a parte il guardarsi allo specchio, è provato da due secoli di scienza antropologica, etnologica e nel 900 anche bio-genetica. Basti citare qui James Watson, il biochimico scopritore della doppia elica del DNA (premio Nobel 1962 con F. Crik). Non solo le razze sono diverse l’una dall’altra, ma il padre della moderna biogenetica si è spinto sino ad affermare che le persone di razza bianca sono –mediamente- più intelligenti delle altre. E’ razzismo questo? Toglietegli il premio nobel per la bio-chimica. Di più, se la scienza è “razzista”, aboliamola.
Ma il mio assunto è un altro. Chiarito che i popoli europei sono quelli che si sono evoluti in Europa almeno da 3000 anni, fare delle etnie extra-auropee, cioè dei gruppi africani e mediorientali immigrati, delle comunità protette –come vuole e impone l’ideologia del politicamente corretto- è un’operazione profondamente ipocrita, discriminatoria, questa sì razzista, significa mettere questi stranieri sotto tutela come gruppi minorati, sostanzialmente inferiori, de-responsabilizzandoli, come si fa coi bambini, o se preferite con il buon selvaggio degli Illuministi, al quale tutto deve essere perdonato e giustificato perché “diverso”; equivale a considerarli incapaci di intelligenza e di volizione, in una parola offendere la loro dignità di persone. Questo è quello che si fa oggi in Italia nei confronti degli immigrati extracomunitari col renderli “speciali” e intoccabili. E loro lo hanno capito, perché sono intelligenti. Torniamo al massacro della nostra ragazza Pamela, sparito political-correttamente dai notiziari, per lasciar posto (due pesi e due misure) alla indignazione solo verso il suo vendicatore “fascista /razzista” che ha sparato nel mucchio di molte persone “di colore” (cito dai telegiornali) Ecco che cosa ha dichiarato un criminologo nel corso del programma di attualità “Sottoinchiesta” (radio uno rai, venerdì pomeriggio) dove è emerso qualcosa che l’altra informazione ha avuto cura di omettere, e cioè che oltre a smembrarne il cadavere, dopo avere ucciso la ragazza, il nigeriano ne ha asportato i visceri (budella e cuore). Ha spiegato il criminologo che è questo un gesto rituale tipico della cultura tribale woodoo. Se rammento i miei studi di antropologia, nelle culture primitive tribali estrarre le viscere dei nemici, in particolare degli stranieri, e magari gettarli ai corvi (o divorarle) ha un significato di sommo disprezzo e odio per le vittime straniere. Se ne evince che il giudice che giudicherà il massacratore nigeriano (profugo e spacciatore) dovrebbe valutare, oltre all’aggravante del vilipendio della persona, previsto dal nostro codice penale, anche quello di razzismo verso la ragazza bianca. Tutto questo per concludere che, è tempo che la politica, le nostre istituzioni prendano atto che il razzismo crescente, spontaneamente, tra la popolazione italiana –obbligata ad accogliere- (specialmente persone culturalmente incompatibili) non è un fenomeno a senso unico; anche chi viene accolto può odiare chi lo accoglie, perché diverso e incompatibile con lui.

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